La diga di Merowe (Sudan): uno sconvolgimento ambientale

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Londra | 6 giugno 1993
Alfredo e Angelo Castiglioni presentano al British Museum la scoperta di Berenice Pancrisia, la città del deserto ritrovata nel 1989. Durante il rinfresco, alla presenza del direttore del British Museum e dell’ambasciatore sudanese a Londra, si parla di una futura nuova missione archeologica in Sudan.

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Londra | 30 ottobre 2006
Incontro al British Museum. Alfredo e Angelo Castiglioni illustrano la nuova missione “Archeological Salvage Project” in Sudan. Lo scopo è salvare i graffiti preistorici incisi lungo le rive del Nilo, destinati a essere sommersi dall’acqua di un lago artificiale che si formerà con la costruzione di una diga, all’altezza della quarta cateratta.

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Gli archeologi del British aderiscono alla missione: Vivian Davies, direttore del settore Egitto e Nubia, e Derek Welsby presidente degli studi nubiani.

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Allestimento dei mezzi
Khartoum (Sudan) –  L’ingente quantitativo di merci, necessario alla spedizione, viene caricato sui mezzi.

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Oltre al materiale tecnico, i viveri, le attrezzature da campeggio, vengono aggiunte anche numerose taniche di acqua potabile.

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Khartoum (Sudan) | 4 novembre 2007
I mezzi della spedizione sono presentati alle autorità sudanesi, davanti al Museo archeologico di Khartoum.
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La diga di Merowe
La diga, costruita alla quarta cateratta del Nilo, ha lo scopo di aumentare la produzione di energia elettrica e, per mezzo di canali artificiali, irrigare terreni ora sterili.

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Un  nuovo lago nel deserto.
Come evidenziato nella cartina, la diga creerà, nel tempo, un invaso di circa 170 km di lunghezza. Un lago che sommergerà buona parte dei territori limitrofi.
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Un paesaggio sconvolto
La realizzazione della diga comporta la necessità di aprire una strada asfaltata per il trasporto dell’ingente quantitativo di materiale da costruzione. Il nuovo percorso fiancheggia le piramidi di Nuri, la necropoli dei faraoni della XXV dinastia, alterando un paesaggio rimasto immutato da millenni.

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La terra “Seluka”
L’innalzamento delle acque del lago sommergerà la fertile terra Seluka che copre le rive del Nilo ed è la ricchezza dei contadini della zona.

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Villaggi sommersi
L’allagamento porterà alla scomparsa d’interi villaggi. Andranno sott’acqua le abitazioni costruite con limo e mattoni seccati al sole come in epoca faraonica.vivenza dell’uomo.

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I nuovi villaggi
In attesa dell’innalzamento delle acque, le autorità sudanesi hanno realizzato nuove costruzioni che accoglieranno gli abitanti dei villaggi che saranno sommersi. Una soluzione indispensabile che, tuttavia, ha trovato l’opposizione di molti contadini, soprattutto tra gli anziani, costretti a lasciare i villaggi per vivere in case, certamente più confortevoli, tuttavia lontane dall’ambiente ricco di verde dove sono nati e vissuti e dove riposano i loro morti.
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Raggiungiamo l’area dei graffiti
I mezzi della missione si spostano verso la zona rocciosa dei graffiti dove è montato il campo di tende.

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Ricerca a piedi
Tra i massi di granito s’individuano numerosissimi graffiti, sparsi su una vasta zona rocciosa dove è difficile muoversi.

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Si spiana il terreno
Una macchina movimento terra, fornita di una grossa benna, spiana il terreno per permettere agli autocarri di avvicinarsi alla zona dei graffiti.

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Graffito con l’incisione di uno Zebù
E’ una piccola incisione che evidenzia gli sconvolgimenti climatici avvenuti nella zona da quando l’uomo preistorico raffigurò sulla roccia uno Zebù dalla caratteristica gobba adiposa. Bovino oggi scomparso in quest’area desertificata.

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Graffito con donna e bambino
Viene recuperato un masso con l’incisione di una madre con il bambino. Portato in Italia, il graffito si trova attualmente, con altri massi incisi, nel museo archeologico di Rovereto (Trento).

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Graffito con bovini
Anche questa roccia, con l’incisione di due bovini, sarà esportata in Italia con il permesso delle autorità archeologiche sudanesi.

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Il basamento di una piramide Kushita
Al termine della missione si scopre il basamento di una piramide khushita ( VIIII-VI sec a.C). I massi, numerati, sono trasportati lontano dalla zona d’inondazione.

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Deposito a Merowe
I massi con graffiti, circa cinquanta, sono scaricati in un’area protetta, nella città di Merowe. Resteranno in deposito fino a quando non troveranno la loro sede definitiva in un Museo che le autorità sudanesi hanno in progetto di costruire.

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Presso il Museo Castiglioni è possibile scoprire straordinari reperti etnologici ed archeologici.

Tutte le immagini fotografiche, i disegni e i testi di questo articolo sono di proprietà esclusiva dei fratelli Alfredo e Angelo Castiglioni. Qualsiasi riproduzione, anche se parziale, è vietata. Per ricevere autorizzazione all’utilizzo si prega di contattare il Museo Castiglioni.

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